domenica 28 dicembre 2008

>> Ipnotico Artaud a Macerata!


Cronaca del 7 dicembre 2008, dal Teatro Lauro Rossi di Macerata in occasione della presentazione del testo IL VILLAGGIO SOMMERSO L’ultima notte di Antonin Artaud di Franco Celenza, lettura scenica a cura di Diego Dezi.

«Un nuovo linguaggio fisico a base di segni e non più di parole»: un teatro non più psicologico e letterario, ma un'esperienza della metafisica e del sacro che trasforma gli attori in «geroglifici animati» e fa del regista «un maestro delle sacre cerimonie». Dal "Teatro e il suo doppio" ricaviamo sempre nuove energie e istigazioni. Anche noi sottoposti ad un elettroshoc sia fisico che culturale!
Lo spazio scenico del teatro è segnato da 7 leggii in un quadrato nero con fondale grigio. Tutto è essenziale. Il testo sarà quindi DETTO, più che RECITATO dagli attori. Fulminante è il soggetto scelto da Celenza: l'ultima notte di Artaud nel suo Villaggio (di uomini e pensieri) Sommerso. E quando vediamo in scena APPARIRE le immagini inserite con rigorosità registica dei video-makers dell'Accademia di Belle Arti di Macerata, l'emozione sale e siamo avvolti nell'onirico artaudiano che è forse anche nostro. Ecco le fotografie d'antan di donne "appestate", sulle cui superfici Alice Bramucci scarica pittura in movimento digitale; ecco la rosa virtuale di Laura Ginocchio, sensibile e indefinita nel volto; ecco il finto/reale topos artaudiano, prima con le incursioni di Vivien Hulbert e poi con i fotogrammi rubati al film “Napoléon” di Abel Gange (1926), dove Artuad era il "doppio" di Marat. Tutto questo immaginario di grande espressività era stato montato registicamente con spiccata professionalità da Marica Violini e Maurizio Failla, artefici di quel processo work in progress che non dà nulla per definito. Applausi. Anche agli attori che si sono cimentati in un esercizio impervio e mai "certo" come quello di una non facile lettura di un testo. Serata
nell'ambito di un'iniziativa lodevole sul piano culturale (il premio Calabresi per testi inediti) sostenuta dalle Compagnie Riunite di Macerata, dall'Università e dall'Accademia.

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